Io sono un uomo libero

La libertà costa diecimila euro al mese. Con diecimila euro non manca nulla, diecimila euro al mese, capite? Se prende lo sfizio della macchina nuova, niente problema, si stacca un assegno e via. Sono in pochi a potersi permettere una tale libertà, o sono figli si papà, o sono artisti di successo.

Io sono un artista!

Ma non crediate che ad essere artisti sia cosa semplice! Bisogna essere sempre sulla cresta dell’onda, preoccuparsi per il calo di popolarità, preparare lo spettacolo, stare alle direttive o addirittura alle imposizioni dell’impresario, dell’editore, pregare di essere invitato al salotto televisivo di turno… Non avere più tempo per sé, per gli affetti familiari che sono sacrificati all’ “immagine”, già perché l’artista vive di “immagine” e a questa sacrifica tutto il suo tempo.

Il tempo.

Già, il tempo, il tempo costa fatica, il tempo è denaro! Io pago il mio tempo. Mi costa ben novemilatrecento euro al mese e se prendete la calcolatrice e fate i conti me ne restano solo settecento. Il tempo costa, ma questo tempo è MIO! Lo spendo come voglio IO e non dipendo da nessuno.

Mettetevelo bene in testa, io sono un IN-PIEGATO! Nessuno può piegarmi!

Come faccio a vivere con settecento euro? Ma benissimo. Quando vendevo il mio tempo avevo una bella villetta nel quartiere chic di Ginevra. Mi costava un terzo della giornata! Potevo cambiare macchina, mi costava due mesi di lavoro! Tutto questo per qualche briciolo di fine settimana passato col pensiero del lunedì! Adesso tutto questo è finito, HO RICOMPRATO IL MIO TEMPO!

Quando frequentavo l’università a Mosca, lo standard per ogni cittadino sovietico era di nove metri quadri a testa. Io sono più ricco, la mia stanza è di ben sedici metri quadri e c’è posto per tutti i miei libri. Gli spostamenti? Io sono ancora privilegiato, a Firenze nessuna macchina è ammessa in centro, ma io per ora ci posso andare. E’ dagli anni ’80 che ho regalato la macchina e il mio scooter passa dappertutto.

Ma, mi direte voi, e la vita di società, gli amici, i divertimenti? Già, perché voi pagate per essere divertiti. Io non ho televisione, ho disdetto l’abbonamento, io non pago per essere divertito, mi diverto da solo e vi dirò di più, diverto anche gli altri il che mi permette di godere di una compagnia allegra, di essere invitato in luoghi ameni. Beh, anche questo è un pagamento, ma vi assicuro molto gradito!

E il resto del tempo, come lo passo? Il mio unico sfizio è il computer. Con quello viaggio nel mondo, sono informato delle follie collettive, delle assurdità di coloro che vendono la propria libertà, il proprio tempo.

Ma per tutti i tuoi bisogni, vestire, mangiare… mi chiederete voi.

Per il mangiare, sopporto allegramente la mia cucina che è fatta di poche semplici cose, in quanto al vestire… mi è sempre piaciuto questo aneddoto su Alberto Einstein. Un suo amico gli disse: “Non ti senti male a andare in giro con questo cappotto tutto liso?”. Al che Albert alzò le spalle e rispose “Tanto, non mi conosce nessuno”. Dopo qualche anno lo stesso amico lo rivede, sempre con lo stesso cappotto e gli chiede: “Vai sempre in giro con questo cappottaccio?”, al che serenamente lo scienziato gli risponde: “Tanto, ormai mi conoscono tutti!”.

Io sono così! Sono uno scapigliato. E’ tanto tempo che non vado più dal parrucchiere. Dite un po’, se avete venti euro cosa fate? Li spendete dal parrucchiere o comprate un libro? Io ho fatto la mia scelta.

Ma, direte voi, non ti annoi?

Non ho assolutamente il tempo di annoiarmi! Faccio avventurosi viaggi in Africa con Wilbur Smith, seguo le appassionanti storie di Dominique La Pierre c’è poi l’inesauribile ricchezza dei classici sul sito di Liber Liber http://www.liberliber.it/, biblioteca digitale ad accesso gratuito che non avrò mai il tempo di leggere tutta! Perché voi non leggete? Ah, già, non avete tempo! Lo avete venduto. Ma non solo non avete tempo di leggere, non avete nemmeno il tempo di ascoltare!

Io potrei raccontarvi dei miei ascolti. Del partigiano che racconta delle lunghe notti passate sui monti, sotto la pioggia, rallegrandosi che con quel tempaccio nessuna pattuglia sarebbe venuta a cercarli, oppure del contadino che, seduto sotto la cappa vicino al fuoco, racconta delle fatiche dei campi… Non avete naturalmente il tempo di ascoltare scienziati illustri che espongono semplicemente le meraviglie della natura sulle quali stanno indagando, oppure persone geniali come il compianto Eugenio Garin che vi racconta dei fatterelli di Pico della Mirandola. Mi risuona ancora la sua voce dopo decenni che l’ho ascoltata, è come se fossi stato presente tra dame e principi del ‘500. Non avete letto la storia di Firenze raccontata (raccontata, più che scritta) da Bargellini! Leggendolo, è come se lui fosse seduto al camminetto, al posto del vecchio contadino, e raccontasse come si raccontava una volta, quando si faceva la veglia e i vecchi incantavano con le loro storie i bambini.

No, tutte queste meraviglie voi non le potete conoscere.

Non avete tempo.

Il vostro tempo lo avete venduto! Vi sorbite storie trasmesse a singhiozzo tra uno spot e l’altro, calibrate ad arte per stuzzicare la vostra curiosità, sensualità, voglia di orrido, sangue, violenza! E cosa potrete raccontare ai vostri nipoti? Ammesso che i nipoti vogliano restare vicino a voi! Racconterete loro delle lunghe ore passate di fronte a uno schermo di computer per poi passare di fronte allo schermo di un televisore? Non è una novità. Questo lo sanno fare anche loro.

Io posso raccontare le storie di mio padre, quelle del mio bisnonno che diceva “Al tempo del Granduca, si stava meglio…” ma qui la conversazione degenererebbe in un dibattito politico che non finirebbe più!

Già, la politica. E chi se ne frega! La politica è fatta da farabutti!

Bravi bischeri, e voi lasciate a dei farabutti gestire il 42% di quello che guadagnate? Perché vi danno mille euro, ma in realtà ne guadagnate millesettecentodue! Gli altri settecentodue li spende lo stato al posto vostro e di questi settecento ben … sono per pagare interessi sul debito. Non avete debiti? Bravi, siete i classici italiani economi, ma non preoccupatevi, i debiti li hanno fatti per voi quei farabutti di politici che disprezzate. In un paese più civile, come la Francia, se il vostro contratto a termine vi lascia sul lastrico, danno un aiuto per tirare avanti fino al prossimo impiego. In Italia no! Non c’è una legge simile e vi dovete arrangiare. Non c’è perché si deve pagare il debito!

Io sono una persona allegra e mi vien male a parlare di queste cose.

Quando mi domandano: “Come stai?” sono felice di poter rispondere: “Ottimamente, come al solito” senza dire una bugia.

Mi chiedete come uscire da questo condizionamento? La prima cosa è indignarsi! Non essere un venduto e per la politica, iscriversi all’MTS!

Come, non conoscete l’MTS? Il movimento più citato dagli italiani e di cui ho scritto l’inno? L’MTS, il Movimento Tartassati Scontenti?

Ecco l’inno:

La fine mese è sempre più dura
specie per gli ultimi trenta giorni
tutt’aumenta a dismisura
oltre al danno, hai lo scorno

Ritornello
Paga la luce
Paga la tassa
Che vita truce
Vuota è la cassaChe brutte nuove
Tutt’è a soqquadro
Per di più piove
Governo ladro

E poi c’è l’IVA, la trattenuta
infine la spesa per la mutua
e con questo andamento
se ne va ‘l trenta per cento
Ritornello

Il Ministero della finanza
ti parla sempre d’eguaglianza
ma infine a pagare
sei sempre tu che devi dare
Ritornello

Quest’andamento non puo’ durare
tutta la gente è in fermento
la spiegazione si dovrà dare
di dove va l’trenta per cento
Ritornello

Pensate che sia passato dall’indignazione alla burla? Non sapete quanto il canto, sostenuto dall’indignazione, cambi il mondo! La marsigliese ha sostenuto la rivoluzione francese. L’inno di Mameli il nostro risorgimento. L’internazionale la rivoluzione dei lavoratori, ma erano inni molto seri, testimoni di battaglie e di morti. Oggi la nostra indignazione non deve far scorrere sangue; l’ironia e lo scherzo devono solo risvegliare l’orgoglio di essere cittadini e non dei venduti.

Per far risorgere il nostro malandato paese non occorrono fucili, occorre solo gente onesta che sappia bene fare i conti e non ammetta imbrogli. Per farlo bisogna sedersi, studiare, calcolare, decidere.

A forza di sedersi e pensare al più vengono le emorroidi.

Però, a pensarci bene, è proprio vero:
la libertà costa e, per un verso o per un altro, richiede sangue!

Nota bene:
– La poesia è stata scritta negli anni ’80. Ogni riferimento a governi presenti o futuri è puramente casuale
– 30%, non è per fare uno sconto, ma 40% e più non tornava di rima
– Non garantisco l’autenticità dell’aneddoto su Einstein (ma se non è vero è ben trovato)

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Una Risposta to “Io sono un uomo libero”

  1. Indice dei miei post « Ideocoordinate’s Blog Says:

    […] Io sono un uomo libero Lavoro fungibile […]

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