Archive for maggio 2009

La bella serata del 28 maggio e la “Cultura di Governo”

maggio 29, 2009

Non c’è bisogno di citare Sun Tzu o la tavola smeraldina per capire che la base della cultura di governo è che la dirigenza e il popolo vogliano la stessa cosa. Il rifiuto della politica nasce proprio dal fatto che i cittadini non si sentono più in sintonia con i loro parlamentari.

Nella serata di ieri noi e i partecipanti volevamo la stessa cosa. Questa è la nostra forza!

Però “mi tremano le vene e i polsi” per la responsabilità che ci prendiamo. Le cose promesse devono essere fatte. I problemi tecnici, economici e sociali sono enormi. Occorre agire con scienza e coscienza. Non basta metterci il cuore (se il cuore avesse ragione, non ci sarebbero coppie infelici e Berlusconi al governo!)

Siamo pieni di buona volontà, contiamo sull’aiuto della rete, siamo più istruiti delle generazioni precedenti. Ci appoggiamo a scienziati competenti. Possiamo farcela!

Ricordiamoci che non tutto ciò che è buono e utile è fattibile. La cultura di governo esige di cercare dolorosi equilibri tra ciò che si deve fare e ciò che si può fare.

Occorre essere ottimisti, ma non illusi!

Si fa presto a dire “prendere coscienza” dei problemi, ma questo “prendere coscienza” comporta cambiare abitudini ben radicate, stile di vita! Il bisogno costringe, ma è necessario anche insegnare come effettuare il cambiamento senza creare conflitti.

Gandhi ci a lasciato un grande esempio: ha educato il suo popolo all’ ahimsa e ha cacciato gli inglesi dall’India. Abbiamo l’arduo compito di educare alla “decrescita felice”.

Un abbraccio a tutti dal vostro “Decresciuto felice”

Giorgio Misuri

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E’ più facile far bere cento tigri che hanno sete piuttosto che un asino che non ne vuole sapere!

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Marketing politico

maggio 21, 2009


I politici usano le tecniche del marketing per pubblicizzare la propria immagine. I pubblicitari da secoli hanno imparato ad usare le metafore poetiche per convincere. Il massimo esempio è la Divina Commedia di Dante. Si parla ancora delle idee politiche di Dante solo a causa di quella. Bsogna ammettere però, che oggi si fa della cattiva poesia.

Indice dei miei post

maggio 15, 2009

Non occorrono quarant’anni di programmazione di computer per convincersi che il computer ha sempre ragione (anche quando il computer sbaglia una ragione c’è), ma sperimentarlo ogni giorno per tanti anni cambia il modo di vedere il mondo e ci si convince che se le nostre idee non corrispondono ai fatti, sono i fatti ad avere ragione! Esattamente come con il computer.

L’uomo è superiore alle macchine che ha costruito perché capace di amare, scrivere poesie, romanzi, fantasticare e… ma al prezzo di tanti tentativi falliti, delusioni, accidenti.

Sono un informatico (dal 1965!). Subito dopo aver preso la laurea in matematica applicata all’Università di Mosca e successivamente in Matematica a Firenze, ho cominciato a lavorare in istituti di ricerca internazionali: Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Centro Europeo di Ricerche Nucleari a Ginevra, però sono più noto per tre poesie riuscite particolarmente bene che per i miei lavori scientifici.

Così va il mondo. La poesia – come la pubblicità – diverte. Diverte l’attenzione da cose importanti nella vita oppure focalizza l’attenzione su sentimenti, vizi e virtù.


Un omaggio floreale

L’oratore
L’unità Sanitaria Locale

Altri post

Siamo in una democrazia REALE!

maggio 15, 2009

L’Italia non è una democrazia, il potere è stato scippato da un’oligarchia sempre più lontana dalle esigenze dei cittadini.

I russi erano orgogliosi di essere un paese socialista e non si accorgevano di essere di essere in un regime di socialismo reale. Lo stesso era successo ai tedeschi e agli italiani che volevano uno stato ordinato e forte e hanno subito una dittatura ben reale.

L’Italia non è un paese democratico, ci troviamo in una DEMOCRAZIA REALE in cui i cittadini possono raccogliere decine di migliaia di firme senza che sia dato loro ascolto.

L’aspirazione ad una democrazia vera, ad una società giusta, in cui gli uomini cooperino con amore non deve morire perché degli incompetenti e dei profittatori hanno tradito l’ideale.

Noi crediamo nella Democrazia, la vera Democrazia, non quella apparente, ma ben reale, in cui viviamo.

La Democrazia funziona bene con dei cittadini attivi, che si occupano sempre degli affari pubblici, e non solo in occasione delle elezioni. La nostra Lista Civica 5 Stelle è fatta di persone che nella vera Democrazia ci credono. Unitevi a noi e partecipate.

Giorgio Misuri

In tutte le nostre azioni si dovrebbe tener conto di:

1. Quello che si sa
2. Quello che si sa di NON sapere
3. Quello che NON si sa di NON sapere
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Pinocchio al paese di Acchiappa-Citrulli

maggio 7, 2009

Pinocchio ha seminato le monete d’oro nel campo dei miracoli e denunciia il fatto al giudice. Il racconto è stato scritto un secolo fa, ma è tremendamente attuale. Che l’Italia non sia cambiata?

Pinocchio, alla presenza del giudice, raccontò per filo e per segno l’iniqua frode, di cui era stato vittima; dette il nome, il cognome e i connotati dei malandrini, e finì col chiedere giustizia.
Il giudice lo ascoltò con molta benignità: prese vivissima arte al racconto: s’intenerì, si commosse: e quando il burattino non ebbe più nulla da dire, allungò la mano e suonò il campanello.
A quella scampanellata comparvero subito due can mastini vestiti da giandarmi.
Allora il giudice, accennando Pinocchio ai giandarmi, disse loro:
– Quel povero diavolo è stato derubato di quattro monete d’oro: pigliatelo dunque e mettetelo subito in prigione.
Il burattino, sentendosi dare questa sentenza fra capo e collo, rimase di princisbecco e voleva protestare: ma i giandarmi, a scanso di perditempi inutili, gli tapparono la bocca e lo condussero in gattabuia.
E lì v’ebbe a rimanere quattro mesi: quattro lunghissimi mesi: e vi sarebbe rimasto anche di più, se non si fosse dato un caso fortunatissimo. Perché bisogna sapere che il giovane Imperatore che regnava nella città di Acchiappa-citrulli, avendo riportato una gran vittoria contro i suoi nemici, ordinò grandi feste pubbliche, luminarie, fuochi artificiali, corse di barberi e velocipedi, e in segno di maggiore esultanza, volle che fossero aperte le carceri e mandati fuori tutti i malandrini.
– Se escono di prigione gli altri, voglio uscire anch’io, – disse Pinocchio al carceriere.
– Voi no, – rispose il carceriere, – perché voi non siete del bel numero…
– Domando scusa, – replicò Pinocchio, – sono un malandrino anch’io.
– In questo caso avete mille ragioni, – disse il carceriere; e levandosi il berretto rispettosamente e salutandolo, gli aprì le porte della prigione e lo lasciò scappare.

Consiglieri “consigliati”

maggio 4, 2009

Siamo coscienti di non essere tuttologi.

Non saremo dei Consiglieri, ma dei “Consigliati”, consigliati non da comitati di affari vari, ma dai fiorentini. Facciamo un appello a tutte le persone oneste e competenti nei vari settori dell’amministrazione affinché ci aiutino a prendere decisioni ben studiate.

I numerosi problemi della comunità si impongono spontaneamente all’attenzione, ma per risolverli occorrono progetti seri. Esporre i problemi è il primo passo, ma poi occorre:

– Sapere COME attuare una soluzione
– con quali MEZZI
– in quale QUANTITA’, con quale PORTATA
– con quale FINALITA’, per ottenere quale risultato
– DOVE
– QUANDO (fasi e tempi)
– CON QUALI ESPERIENZE (Inutile reinventare la ruota)
– Con quali OPPORTUNITA’ e QUALI DIFFICOLTA’
– Con quali PREVISIONI di costi e di ricavi
E questo TENENDO CONTO DI TUTTI I DETTAGLI! E cioè:
– A livello direttivo
– A livello tecnico
– A livello operativo

In questa fase è facile perdersi in interminabili discussioni rimandando sine die le decisioni, favorendo così – per disperazione – soluzioni imposte dall’alto.

Per funzionare bene la democrazia ha bisogno di persone competenti che partecipano al processo decisionale con grande responsabilità, senza egoismi di parte e tenendo conto che purtroppo a volte il meglio è nemico del bene.
Non bisogna però essere pessimisti. Siamo a Firenze. Ogni volta che nel mondo sono sorti grandi problemi c’è stato un genio italiano – e in particolare toscano – che ha trovato la soluzione.

Il Nuovo Rinascimento può ricominciare da Firenze! Non sarebbe una novità!

Ci hanno rubato la democrazia

maggio 3, 2009

Ci hanno rubato la democrazia! L’ho sperimentato in piccolo e adesso lo fanno in grande, a livello nazionale.
Mi ero iscritto ad una piccola associazione culturale, il giorno del rinnovamento delle cariche sociali, dei più di cento iscritti, eravamo presenti in tre: presidente, tesoriere ed io, poi arrivò un altro socio accompagnato da tre persone che, lì per lì, si iscrissero versando la quota di associazione.

Cominciò un’animata discussione col nuovo arrivato sul destino dell’associazione e il rinnovo delle cariche. Ci trovammo di fronte ad un muro di incomprensione. Nel frattempo i nuovi iscritti parlavano tra di loro senza prestare attenzione. Alla fine si arrivò al voto. Quattro contro tre ci trovammo in minoranza.

Così succede sul piano nazionale. Poche persone, comitati di affari, consorterie mafiose, occupano le segreterie dei partiti e rubano la democrazia. L’opinione diffusa che di politica è meglio non occuparsi facilita ancora di più il fenomeno.

I cittadini si sono dimenticati dell’origine dei parlamenti. Quando i signori delle città raccoglievano soldi per qualche impresa o qualche campagna militare, i ricchi che dovevano sborsare i soldi dicevano “Parliamone!” e così nacquero i parlamentari. Oggi i soldi li prendono da tutti noi che siamo relativamente ricchi e riempiamo le casse comunali e statali. Non vogliamo parlarne?