Archive for luglio 2009

Imminente attacco allo strapotere di Publitalia

luglio 4, 2009

Non occorre conoscere Sun Tzu ed essere esperti di strategie militari o commerciali per capire che la pubblicità TV e su carta stampata avrà vita breve. A Berlusconi si può facilmente predire “Chi di pubblicità ferisce, di pubblicità perisce”.

Chi segue i post di Casaleggio sa benissimo quello che voglio dire, ma la ragione principale che farà crollare l’impero commerciale e politico è che i meccanismi psicologici che fanno la fortuna dei pubblicitari hanno effetti disastrosi nella vita delle persone, della società e dell’ambiente.

La pubblicità, in fondo, dà un semplice messaggio: “Se hai una voglia… toglitela”.

La voglia di hamburger – oltre a farci vergognosamente ingrassare – deforesta il pianeta per far posto ai pascoli. La smania di viaggiare, acquistare prodotti esotici, la pigrizia di risparmiare energia provoca il riscaldamento del pianeta e lo scioglimento delle calotte polari; ma c’è ancora di più: La pubblicità paradossalmente ci toglie la libertà! Non solo la nostra libertà come cittadini scippata dai maghi del marketing politico, ma la nostra libertà personale!

Per poter acquistare quei beni che dopo breve vita finiranno in discarica o in un inceneritore, ma che la pubblicità ci rende desiderabili, siamo obbligati ad impiegare il nostro tempo in attività non sempre gradevoli.

Possiamo organizzare la nostra via in modo da non essere impiegati, ma IN-piegati. Possiamo rifiutare di piegarci ad attività sgradevoli se impariamo – come individui e società – a vivere diversamente utilizzando il nostro tempo come scegliamo e non come ci è imposto. Questo processo ha preso il nome di “decrescita felice”. Se ci organizziamo in modo da evitare pendolarismi sfibranti per andare al lavoro, se ci occupiamo noi stessi dei nostri figli, dei nostri anziani, si evita di lavorare per avere servizi che da millenni erano gestiti dalle famiglie. Lavoreremo meno per terzi e più per noi stessi, non avremo più bisogno di comprare divertimenti perché avremo il tempo e la possibilità di scegliere attività lavorative, sociali, artistiche o sportive gradevoli.

E’ possibile! Persone singole e piccole comunità religiose o laiche si sono già organizzate in questo modo.

C’è ancora un’altra ragione per cui questo modo di vita è estremamente necessario: è la complessità del mondo che ci siamo costruiti!

La complessità è fatta di cose semplici, come la tastiera del computer. Basta pigiare i tasti giusti e si possono fare meraviglie… Ma sapete quali tasti dovete pigiare se il computer si pianta? Se avete bisogno di un nuovo servizio? Non saperlo crea insicurezza, ansia, bisogno di aiuto.

Finora la pubblicità ci ha semplificato la vita: vuoi lavare più bianco del bianco? Prendi questo prodotto. Vuoi divertirti? Vai a quello spettacolo! La pubblicità ha incoraggiato la nostra pigrizia nel decidere, ma con la vita complessa che abbiamo funziona sempre peggio.

I messaggi pubblicitari correnti vanno bene per degli zombie, non per persone intelligenti! La pubblicità non è più credibile! I regali che ci offre sono sempre a pagamento. Per carpire la nostra attenzione ricorre a trucchi che ormai stancano, propone spettacoli costosi quanto insulsi per un ‘target’ di persone sempre più anziane.

Occorre informarsi e scegliere. I primi a farlo sono stati gli informatici e i prezzi dei computer sono calati per i miglioramenti tecnologici selezionati da una clientela esigente e informata.

Pare che Lenin abbia detto che “I capitalisti venderebbero anche la corda per impiccarli”. La politica non si gioca più nella cabina elettorale, ma al supermercato. L’economia non deve più essere subita, ma si deve adeguare a consumi consapevoli.

Per stimolarci nelle nostre decisioni economiche e politiche la pubblicità usa il bastone delle paure e la carota delle speranze: la scelta non informata non conosce altre vie ed è facilmente influenzabile. La complessità (personale, sociale, tecnologica, ambientale) esige persone che non abbiano il cervello ingombro di pregiudizi acriticamente ricevuti come notizie, le devono sostituire con informazioni in modo da saper valutare e gestire paure e speranze, cioè essere adulti responsabili!(*)
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(*) Ingegneri, architetti prima di costruire fanno progetti dettagliati. Gli informatici hanno creato una nuova disciplina: “L’ingegneria delle richieste” che è una lunga lista di richieste ad ognuna delle quali si deve rispondere se è fattibile o meno. Similmente, ognuno deve fare una lista di richieste su che cosa vuole raggiungere nella vita in termini di salute, lavoro, vita famigliare e sociale e non più accettare quello che capita o – peggio – quello che la pubblicità e la politica propongono come unica soluzione. Ford diceva che ognuno poteva avere l’auto del colore che preferiva, purché fosse nera! Noi siamo collettivamente in grado di scegliere la società che vogliamo, perché dobbiamo proprio accontentarci di questa?

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Niente inchiesta, nessun diritto di parola

luglio 4, 2009

L’intelligenza può essere messa al servizio del bene come del male, perciò ho letto e mi piace citare personaggi come Hitler che sono considerati geni del male. Da loro si può imparare come non lasciarsi trascinare passionalmente nelle loro imprese.

La citazione che segue è del “Grande Timoniere” che ha guidato un miliardo di uomini a riconquistare il proprio paese. Anche se nella vecchiaia ha avuto delle debolezze, non era certamente uno stupido:

Non avete fatto ricerche in merito a una questione e noi vi priviamo del diritto di parola. E’ troppo brutale? No, per niente. Dal momento che ignorate il fondo della questione, per mancanza di approfondimento del suo stato attuale e della sua storia, potreste dire solo delle sciocchezze in merito. E le sciocchezze, ognuno lo sa, non sono fatte per risolvere i problemi, che cosa c’è dunque di ingiusto nell’impedirvi di parlarne? Ora, molti compagni non fanno altro che divagare, gli occhi chiusi; E’ una vergogna per dei comunisti! Come possono fare dei discorsi campati in aria? gli occhi chiusi?
E’ inammissibile!
Inammissibile!
Fate delle ricerche!
E non dite sciocchezze!

Informarsi su un problema
è risolverlo

Non potete risolvere un problema? Ebbene! andate e informatevi sel suo stato attuale e delle sue origini! Quando la vostra ricerca vi avrà permesso di chiarirvi le idee, saprete come risolverlo. Le conclusioni si fanno al termine della ricerca e non all’inizio. Ci sono solo gli sciocchi che, da soli o in compagnia, senza fare alcuna ricerca, si torturano per “trovare una soluzione”, “scoprire un’idea”. Rassegnamoci al fatto che nessuna soluzione, nessuna bouna idea può saltar fuori in questo modo.

Non sono rari i nostri ispettori, i nostri capi partigiani, i nostri quadri di fresco insediamento che si compiacciono, sin dal loro arrivo, a fare delle dichiarazioni politiche e che si mettono, su una semplice apparenza, basandosi su qualche indsignificante dettagli0o, a censurare questo e condannare quello con tono autoritario. Niente è più detestabile di questo modo di dire sciocchezze che è puramente soggettivo. Queste persone sono sicure di rovinare tutto, di perdere l’appoggio delle masse e non poter risolvere i problemi.

1) Texte choisis de Mao Tsetoung. Editions en langue étrangères. Pékin 1972. [Pag 39]

La Politica ci prende per il naso!

luglio 3, 2009

Le chiavi del potere non stanno tanto nell’esercito e la poli­zia che costringono, quanto quanto nella “magica” retorica e la pubblicità che accattivano ingenui consensi.

I simboli possono ispirare rispetto o odio senza pas­sare per la ragione come testimoniano i simboli religiosi e le bandiere allo stadio. I Tarocchi sono l’equivalente antico de­gli spot pubblici­tari. Sono talmente efficaci che alcuni an­cora oggi li considerano magici! Essi evocano paure e spe­ranze e…

incutere paura è sempre stato un mezzo per im­porre il dominio dei pochi sui molti. Diffon­dere e amministrare pau­re vuol dire acquistare no­torietà e peso politico, deter­minare comporta­menti, orientare inve­stimenti e infine… accu­mulare molto denaro.

ma è vero anche il contrario:

incutere speranza è sempre stato un mezzo per scardi­nare il dominio dei pochi sui molti. Dif­fondere e amministra­re speranze vuol dire ac­quistare notorietà e peso politico, determinare comportamenti, orientare investimenti e infi­ne… accumulare ricchezze da dividere pacifi­camente tra tutti.

Non c’è dunque da meravigliarsi se la politica usa i immagin­i e parole che suscitano paura o speranze per governa­re.

Tratto da: La scienza di governo spiegata con i Tarocchi Lulu.com