Imminente attacco allo strapotere di Publitalia

Non occorre conoscere Sun Tzu ed essere esperti di strategie militari o commerciali per capire che la pubblicità TV e su carta stampata avrà vita breve. A Berlusconi si può facilmente predire “Chi di pubblicità ferisce, di pubblicità perisce”.

Chi segue i post di Casaleggio sa benissimo quello che voglio dire, ma la ragione principale che farà crollare l’impero commerciale e politico è che i meccanismi psicologici che fanno la fortuna dei pubblicitari hanno effetti disastrosi nella vita delle persone, della società e dell’ambiente.

La pubblicità, in fondo, dà un semplice messaggio: “Se hai una voglia… toglitela”.

La voglia di hamburger – oltre a farci vergognosamente ingrassare – deforesta il pianeta per far posto ai pascoli. La smania di viaggiare, acquistare prodotti esotici, la pigrizia di risparmiare energia provoca il riscaldamento del pianeta e lo scioglimento delle calotte polari; ma c’è ancora di più: La pubblicità paradossalmente ci toglie la libertà! Non solo la nostra libertà come cittadini scippata dai maghi del marketing politico, ma la nostra libertà personale!

Per poter acquistare quei beni che dopo breve vita finiranno in discarica o in un inceneritore, ma che la pubblicità ci rende desiderabili, siamo obbligati ad impiegare il nostro tempo in attività non sempre gradevoli.

Possiamo organizzare la nostra via in modo da non essere impiegati, ma IN-piegati. Possiamo rifiutare di piegarci ad attività sgradevoli se impariamo – come individui e società – a vivere diversamente utilizzando il nostro tempo come scegliamo e non come ci è imposto. Questo processo ha preso il nome di “decrescita felice”. Se ci organizziamo in modo da evitare pendolarismi sfibranti per andare al lavoro, se ci occupiamo noi stessi dei nostri figli, dei nostri anziani, si evita di lavorare per avere servizi che da millenni erano gestiti dalle famiglie. Lavoreremo meno per terzi e più per noi stessi, non avremo più bisogno di comprare divertimenti perché avremo il tempo e la possibilità di scegliere attività lavorative, sociali, artistiche o sportive gradevoli.

E’ possibile! Persone singole e piccole comunità religiose o laiche si sono già organizzate in questo modo.

C’è ancora un’altra ragione per cui questo modo di vita è estremamente necessario: è la complessità del mondo che ci siamo costruiti!

La complessità è fatta di cose semplici, come la tastiera del computer. Basta pigiare i tasti giusti e si possono fare meraviglie… Ma sapete quali tasti dovete pigiare se il computer si pianta? Se avete bisogno di un nuovo servizio? Non saperlo crea insicurezza, ansia, bisogno di aiuto.

Finora la pubblicità ci ha semplificato la vita: vuoi lavare più bianco del bianco? Prendi questo prodotto. Vuoi divertirti? Vai a quello spettacolo! La pubblicità ha incoraggiato la nostra pigrizia nel decidere, ma con la vita complessa che abbiamo funziona sempre peggio.

I messaggi pubblicitari correnti vanno bene per degli zombie, non per persone intelligenti! La pubblicità non è più credibile! I regali che ci offre sono sempre a pagamento. Per carpire la nostra attenzione ricorre a trucchi che ormai stancano, propone spettacoli costosi quanto insulsi per un ‘target’ di persone sempre più anziane.

Occorre informarsi e scegliere. I primi a farlo sono stati gli informatici e i prezzi dei computer sono calati per i miglioramenti tecnologici selezionati da una clientela esigente e informata.

Pare che Lenin abbia detto che “I capitalisti venderebbero anche la corda per impiccarli”. La politica non si gioca più nella cabina elettorale, ma al supermercato. L’economia non deve più essere subita, ma si deve adeguare a consumi consapevoli.

Per stimolarci nelle nostre decisioni economiche e politiche la pubblicità usa il bastone delle paure e la carota delle speranze: la scelta non informata non conosce altre vie ed è facilmente influenzabile. La complessità (personale, sociale, tecnologica, ambientale) esige persone che non abbiano il cervello ingombro di pregiudizi acriticamente ricevuti come notizie, le devono sostituire con informazioni in modo da saper valutare e gestire paure e speranze, cioè essere adulti responsabili!(*)
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(*) Ingegneri, architetti prima di costruire fanno progetti dettagliati. Gli informatici hanno creato una nuova disciplina: “L’ingegneria delle richieste” che è una lunga lista di richieste ad ognuna delle quali si deve rispondere se è fattibile o meno. Similmente, ognuno deve fare una lista di richieste su che cosa vuole raggiungere nella vita in termini di salute, lavoro, vita famigliare e sociale e non più accettare quello che capita o – peggio – quello che la pubblicità e la politica propongono come unica soluzione. Ford diceva che ognuno poteva avere l’auto del colore che preferiva, purché fosse nera! Noi siamo collettivamente in grado di scegliere la società che vogliamo, perché dobbiamo proprio accontentarci di questa?

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Una Risposta to “Imminente attacco allo strapotere di Publitalia”

  1. Indice dei miei post « Ideocoordinate’s Blog Says:

    […] NUOVO Imminente attacco allo strapotere di Publitalia […]

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