Niente inchiesta, nessun diritto di parola

luglio 4, 2009

L’intelligenza può essere messa al servizio del bene come del male, perciò ho letto e mi piace citare personaggi come Hitler che sono considerati geni del male. Da loro si può imparare come non lasciarsi trascinare passionalmente nelle loro imprese.

La citazione che segue è del “Grande Timoniere” che ha guidato un miliardo di uomini a riconquistare il proprio paese. Anche se nella vecchiaia ha avuto delle debolezze, non era certamente uno stupido:

Non avete fatto ricerche in merito a una questione e noi vi priviamo del diritto di parola. E’ troppo brutale? No, per niente. Dal momento che ignorate il fondo della questione, per mancanza di approfondimento del suo stato attuale e della sua storia, potreste dire solo delle sciocchezze in merito. E le sciocchezze, ognuno lo sa, non sono fatte per risolvere i problemi, che cosa c’è dunque di ingiusto nell’impedirvi di parlarne? Ora, molti compagni non fanno altro che divagare, gli occhi chiusi; E’ una vergogna per dei comunisti! Come possono fare dei discorsi campati in aria? gli occhi chiusi?
E’ inammissibile!
Inammissibile!
Fate delle ricerche!
E non dite sciocchezze!

Informarsi su un problema
è risolverlo

Non potete risolvere un problema? Ebbene! andate e informatevi sel suo stato attuale e delle sue origini! Quando la vostra ricerca vi avrà permesso di chiarirvi le idee, saprete come risolverlo. Le conclusioni si fanno al termine della ricerca e non all’inizio. Ci sono solo gli sciocchi che, da soli o in compagnia, senza fare alcuna ricerca, si torturano per “trovare una soluzione”, “scoprire un’idea”. Rassegnamoci al fatto che nessuna soluzione, nessuna bouna idea può saltar fuori in questo modo.

Non sono rari i nostri ispettori, i nostri capi partigiani, i nostri quadri di fresco insediamento che si compiacciono, sin dal loro arrivo, a fare delle dichiarazioni politiche e che si mettono, su una semplice apparenza, basandosi su qualche indsignificante dettagli0o, a censurare questo e condannare quello con tono autoritario. Niente è più detestabile di questo modo di dire sciocchezze che è puramente soggettivo. Queste persone sono sicure di rovinare tutto, di perdere l’appoggio delle masse e non poter risolvere i problemi.

1) Texte choisis de Mao Tsetoung. Editions en langue étrangères. Pékin 1972. [Pag 39]

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La Politica ci prende per il naso!

luglio 3, 2009

Le chiavi del potere non stanno tanto nell’esercito e la poli­zia che costringono, quanto quanto nella “magica” retorica e la pubblicità che accattivano ingenui consensi.

I simboli possono ispirare rispetto o odio senza pas­sare per la ragione come testimoniano i simboli religiosi e le bandiere allo stadio. I Tarocchi sono l’equivalente antico de­gli spot pubblici­tari. Sono talmente efficaci che alcuni an­cora oggi li considerano magici! Essi evocano paure e spe­ranze e…

incutere paura è sempre stato un mezzo per im­porre il dominio dei pochi sui molti. Diffon­dere e amministrare pau­re vuol dire acquistare no­torietà e peso politico, deter­minare comporta­menti, orientare inve­stimenti e infine… accu­mulare molto denaro.

ma è vero anche il contrario:

incutere speranza è sempre stato un mezzo per scardi­nare il dominio dei pochi sui molti. Dif­fondere e amministra­re speranze vuol dire ac­quistare notorietà e peso politico, determinare comportamenti, orientare investimenti e infi­ne… accumulare ricchezze da dividere pacifi­camente tra tutti.

Non c’è dunque da meravigliarsi se la politica usa i immagin­i e parole che suscitano paura o speranze per governa­re.

Tratto da: La scienza di governo spiegata con i Tarocchi Lulu.com

I maghi del marketing

giugno 20, 2009

Si può veramente parlare di maghi, perché usano tutti i trucchi della magia: infatti non si può sapere tutto, il fondamento della magia è proprio di convincerci che sappiamo tutto e di farci agire in conseguenza. Funziona per allontanare il malocchio come per rifilare un prodotto o far votare un partito.

Per esempio vi siete mai preoccupati di sapere cos’è il pH? Eppure avete speso di più per prendere il sapone o il detergente con il pH giusto… e poi perché è proprio quello giusto? Perché è il pH della vagina? E chi ve lo ha detto? Solo la pubblicità!

Da quando il Ministero della Sanità ha deciso di porre un freno alla spesa incontrollata per i medicinali, le case farmaceutiche hanno inventato nuove malattie che voi curate a pagamento. Integratori alimentari, bevande energetiche, pillole per dimagrire ecc. sono proprio necessari? Chi vi ha detto che sono efficaci e necessari? La pubblicità!

In un interessante articolo Uriel, giustamente, afferma che la formula magica ha tre caratteristiche:

1. Usa un dizionario ignoto ai più, o solo parzialmente noto
3. Usa una grammatica ignota ai più, o solo parzialmente nota
5. È facilmente intuibile il suo intento, ovvero ha una componente espressiva forte.

Del pH sapete che è roba chimica, a scuola ne avete avuto un’infarinatura e quindi è una cosa seria, capite la buona intenzione di fornire un delicato benessere al vostro corpo, quindi – tolti tutti gli orpelli magici – con grande convinzione vi hanno propinato un discorso in un linguaggio oscuro, con una grammatica poco nota e voi usate il detergente col pH giusto e curate malattie immaginarie solo perché vi hanno genericamente detto che “fa bene”

Altro trucco magico è il “Marchio” o, per essere meno chiari, il “brand”! Anticamente lo chiamavano “Sigillo”. Ricordate tutti i film che avete visto in cui c’è un misterioso Sigillo, cercato, perso, riconquistato attraverso mille pericoli? Alla fine, tra uno sfolgorio di luci psichedeliche, il Sigillo finalmente apre la porta dei desideri! La magia sta nel fatto che è stata creata una “entità” e il simbolo usato diventa materialmente la cosa. Quando acquistate un prodotto di marca sapete che “deve” essere buono e siete disposti a pagarlo di più. A volte non importa nemmeno il prodotto, basta che possiate fregiarvi dell’onore di possederlo (o piuttosto della ricchezza che permette di acquistarlo)

Anche il linguaggio scientifico ha tutte le caratteristiche della magia. Se io affermo che ogni politico dovrebbe conoscere l’ “Ingegneria delle richieste” mi presento come un mago saputone. L’ingegneria delle richieste, di per sé non è una cosa straordinaria, è una “Lista della spesa”. Se la lista da preparare serve a costruire una tranvia o un ponte sullo stretto, capirete che sbagliarla costa caro. Non è un caso se molte opere pubbliche costano il triplo di quanto preventivato.

Anche l’economia usa un linguaggio “magico”. Forse siete scettici riguardo al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci raccontata nei Vangeli, ma probabilmente pensate che un “aumento di capitale” sia una cosa buona quando nei fatti si tratta di una svendita di beni sociali. E’ come se dicessi che sono più ricco dopo aver venduto i miei gioielli. Chiedete agli azionisti Telecom quanto è giovato loro l’ “aumento di capitale”. Lo stesso si può dire delle obbligazioni Parmalat e Argentine. Il linguaggio magico dell’economia ha dato valore a dei pezzi di carta

Uriel sostiene che “la magia è efficacissima, se la si considera quel che è, ovvero il corrispondente dell’hacking del cervello umano. Il mago non fa altro che usare delle tecniche estremamente sofisticate per prendere il controllo della tua mente; il fatto che sia possibile arrivare al kernel senza passare per quello strato di librerie che è la mente razionale significa semplicemente che il cervello umano è, per sua architettura , esposto a questi attacchi”. Il rimedio sta nel saper riconoscere questo tipo di aggressione in modo da usare tutto il cervello, e non solo la sua parte emotiva.

Altro trucco della magia, usatissimo dagli illusionisti, è la distrazione. Sulla scena la scollatissima assistente sorride mente l’illusionista punta la bacchetta verso di lei e guarda nella sua direzione. Voi pensate che quello che sta per succedere è da quella parte, seguite il movimento dell’illusionista e lui, furtivamente, fa sparire l’oggetto che voi, meravigliati, non vedrete più al suo posto

Tutti questi concetti, naturalmente, sono applicati alla politica. L’intenzione esplicita dei politici è sempre chiara: vogliono il bene del popolo. Parlano in “politichese” che per fortuna è sempre meno gradito e vi convincono che lo Stato può mantenere le loro promesse mente in realtà hanno realizzato poco aumentando il debito pubblico a livelli insostenibili. Gli ingredienti del linguaggio magico ci sono tutti: dizionario ignoto ai più, grammatica economica fumosa, ma un’intenzione chiarissima e condivisibile

La distrazione poi, in politica, è l’arma principale. Se il capo di governo è oggetto delle attenzioni dei magistrati per qualche affare poco chiaro, un bello scandalo a sfondo larvatamente sessuale occupa nei media lo spazio che dovrebbe essere dedicato alla discussione di carte processuali

I simboli dei partiti sono tanti “Sigilli”. Un partito politico deve proporre al paese una squadra di amministratori onesti e capaci. Il “Sigillo” nasconde tutto questo, votate il simbolo convinti di sapere tutto della squadra che governerà. Ricordate: il fondamento della magia è proprio di convincerci che sappiamo tutto e di farci agire in conseguenza.

Noi siamo convinti di vivere in una democrazia, in realtà grazie al linguaggio magico-politico ci troviamo in un democrazia “reale”. I russi hanno messo settant’anni a scoprire di vivere in un socialismo “reale”. I tedeschi hanno provocato una rovinosa guerra prima di uscire da un nazismo “reale” ben lontano dalle promesse fatte. Viviamo la democrazia come un rito con processioni e preghiere ai santi-politici e non ci rendiamo conto che votare un simbolo è un atto di superstizione e votare un leader un atto di devozione!(*)

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(*) Ho ripreso questo concetto da un libro di teologia in cui invece di Democrazia si trattava della differenza tra Fede e religione. In pratica la religione è una “manifestazione della fede” così come la democrazia reale nella quale viviamo è una “manifestazione della Democrazia”. Bisogna aver fede nella Democrazia per non scoraggiarsi!

Dalla democrazia “reale” a una vera Democrazia

giugno 2, 2009

Tutti i partiti vanno a caccia di elettori.
Noi della Lista Civica Firenze 5 Stelle siamo diversi, gli elettori li cercheremo anche dopo le elezioni e difenderemo i diritti di tutti, anche di coloro che non ci hanno votato.

Noi non abbiamo dei leader, ma dei portavoce che interpretano il volere dei cittadini. Abbiamo una cultura di governo, sappiamo bene che non tutto quello che è auspicabile è fattibile, ma abbiamo delle priorità ben precise e delle soluzioni a basso costo che, se non arricchiscono comitati d’affari, migliorano la vita dei cittadini.

Alcune – energie rinnovabili, uso della tecnologia informatica per migliorare il traffico, internet disponibile – sono state riprese da altri candidati e noi le appoggeremo, ne verificheremo l’applicazione e terremo informati i cittadini (Come si dice nel nostro gergo “stay tuned”)

L’Italia non è una democrazia, ma una democrazia “reale” così come i paesi dell’est non avevano un regime socialista, ma vivevano in un socialismo “reale”. Vogliamo una vera Democrazia con la D maiuscola.

Siamo veramente apartitici, nel nostro gruppo [non voglio chiamarlo partito] ci sono persone che vengono da famiglie tradizionalmente di destra e di sinistra, ma abbiamo nel cuore quegli ideali di Onestà, Giustizia, Solidarietà di cui tutti i partiti si riempiono la bocca.

Siamo entusiasti, ottimisti, ma non illusi. Contiamo su quella larga percentuale di persone schifate dalla politica che ritroveranno l’orgoglio di contare come persone e di non essere dei numeri da spartire a tavolino.


Giorgio Misuri
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E’ più facile far bere cento tigri che hanno sete, piuttosto che un asino che non ne vuole sapere

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La bella serata del 28 maggio e la “Cultura di Governo”

maggio 29, 2009

Non c’è bisogno di citare Sun Tzu o la tavola smeraldina per capire che la base della cultura di governo è che la dirigenza e il popolo vogliano la stessa cosa. Il rifiuto della politica nasce proprio dal fatto che i cittadini non si sentono più in sintonia con i loro parlamentari.

Nella serata di ieri noi e i partecipanti volevamo la stessa cosa. Questa è la nostra forza!

Però “mi tremano le vene e i polsi” per la responsabilità che ci prendiamo. Le cose promesse devono essere fatte. I problemi tecnici, economici e sociali sono enormi. Occorre agire con scienza e coscienza. Non basta metterci il cuore (se il cuore avesse ragione, non ci sarebbero coppie infelici e Berlusconi al governo!)

Siamo pieni di buona volontà, contiamo sull’aiuto della rete, siamo più istruiti delle generazioni precedenti. Ci appoggiamo a scienziati competenti. Possiamo farcela!

Ricordiamoci che non tutto ciò che è buono e utile è fattibile. La cultura di governo esige di cercare dolorosi equilibri tra ciò che si deve fare e ciò che si può fare.

Occorre essere ottimisti, ma non illusi!

Si fa presto a dire “prendere coscienza” dei problemi, ma questo “prendere coscienza” comporta cambiare abitudini ben radicate, stile di vita! Il bisogno costringe, ma è necessario anche insegnare come effettuare il cambiamento senza creare conflitti.

Gandhi ci a lasciato un grande esempio: ha educato il suo popolo all’ ahimsa e ha cacciato gli inglesi dall’India. Abbiamo l’arduo compito di educare alla “decrescita felice”.

Un abbraccio a tutti dal vostro “Decresciuto felice”

Giorgio Misuri

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E’ più facile far bere cento tigri che hanno sete piuttosto che un asino che non ne vuole sapere!

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Marketing politico

maggio 21, 2009


I politici usano le tecniche del marketing per pubblicizzare la propria immagine. I pubblicitari da secoli hanno imparato ad usare le metafore poetiche per convincere. Il massimo esempio è la Divina Commedia di Dante. Si parla ancora delle idee politiche di Dante solo a causa di quella. Bsogna ammettere però, che oggi si fa della cattiva poesia.

Indice dei miei post

maggio 15, 2009

Non occorrono quarant’anni di programmazione di computer per convincersi che il computer ha sempre ragione (anche quando il computer sbaglia una ragione c’è), ma sperimentarlo ogni giorno per tanti anni cambia il modo di vedere il mondo e ci si convince che se le nostre idee non corrispondono ai fatti, sono i fatti ad avere ragione! Esattamente come con il computer.

L’uomo è superiore alle macchine che ha costruito perché capace di amare, scrivere poesie, romanzi, fantasticare e… ma al prezzo di tanti tentativi falliti, delusioni, accidenti.

Sono un informatico (dal 1965!). Subito dopo aver preso la laurea in matematica applicata all’Università di Mosca e successivamente in Matematica a Firenze, ho cominciato a lavorare in istituti di ricerca internazionali: Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Centro Europeo di Ricerche Nucleari a Ginevra, però sono più noto per tre poesie riuscite particolarmente bene che per i miei lavori scientifici.

Così va il mondo. La poesia – come la pubblicità – diverte. Diverte l’attenzione da cose importanti nella vita oppure focalizza l’attenzione su sentimenti, vizi e virtù.


Un omaggio floreale

L’oratore
L’unità Sanitaria Locale

Altri post

Siamo in una democrazia REALE!

maggio 15, 2009

L’Italia non è una democrazia, il potere è stato scippato da un’oligarchia sempre più lontana dalle esigenze dei cittadini.

I russi erano orgogliosi di essere un paese socialista e non si accorgevano di essere di essere in un regime di socialismo reale. Lo stesso era successo ai tedeschi e agli italiani che volevano uno stato ordinato e forte e hanno subito una dittatura ben reale.

L’Italia non è un paese democratico, ci troviamo in una DEMOCRAZIA REALE in cui i cittadini possono raccogliere decine di migliaia di firme senza che sia dato loro ascolto.

L’aspirazione ad una democrazia vera, ad una società giusta, in cui gli uomini cooperino con amore non deve morire perché degli incompetenti e dei profittatori hanno tradito l’ideale.

Noi crediamo nella Democrazia, la vera Democrazia, non quella apparente, ma ben reale, in cui viviamo.

La Democrazia funziona bene con dei cittadini attivi, che si occupano sempre degli affari pubblici, e non solo in occasione delle elezioni. La nostra Lista Civica 5 Stelle è fatta di persone che nella vera Democrazia ci credono. Unitevi a noi e partecipate.

Giorgio Misuri

In tutte le nostre azioni si dovrebbe tener conto di:

1. Quello che si sa
2. Quello che si sa di NON sapere
3. Quello che NON si sa di NON sapere
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Pinocchio al paese di Acchiappa-Citrulli

maggio 7, 2009

Pinocchio ha seminato le monete d’oro nel campo dei miracoli e denunciia il fatto al giudice. Il racconto è stato scritto un secolo fa, ma è tremendamente attuale. Che l’Italia non sia cambiata?

Pinocchio, alla presenza del giudice, raccontò per filo e per segno l’iniqua frode, di cui era stato vittima; dette il nome, il cognome e i connotati dei malandrini, e finì col chiedere giustizia.
Il giudice lo ascoltò con molta benignità: prese vivissima arte al racconto: s’intenerì, si commosse: e quando il burattino non ebbe più nulla da dire, allungò la mano e suonò il campanello.
A quella scampanellata comparvero subito due can mastini vestiti da giandarmi.
Allora il giudice, accennando Pinocchio ai giandarmi, disse loro:
– Quel povero diavolo è stato derubato di quattro monete d’oro: pigliatelo dunque e mettetelo subito in prigione.
Il burattino, sentendosi dare questa sentenza fra capo e collo, rimase di princisbecco e voleva protestare: ma i giandarmi, a scanso di perditempi inutili, gli tapparono la bocca e lo condussero in gattabuia.
E lì v’ebbe a rimanere quattro mesi: quattro lunghissimi mesi: e vi sarebbe rimasto anche di più, se non si fosse dato un caso fortunatissimo. Perché bisogna sapere che il giovane Imperatore che regnava nella città di Acchiappa-citrulli, avendo riportato una gran vittoria contro i suoi nemici, ordinò grandi feste pubbliche, luminarie, fuochi artificiali, corse di barberi e velocipedi, e in segno di maggiore esultanza, volle che fossero aperte le carceri e mandati fuori tutti i malandrini.
– Se escono di prigione gli altri, voglio uscire anch’io, – disse Pinocchio al carceriere.
– Voi no, – rispose il carceriere, – perché voi non siete del bel numero…
– Domando scusa, – replicò Pinocchio, – sono un malandrino anch’io.
– In questo caso avete mille ragioni, – disse il carceriere; e levandosi il berretto rispettosamente e salutandolo, gli aprì le porte della prigione e lo lasciò scappare.

Consiglieri “consigliati”

maggio 4, 2009

Siamo coscienti di non essere tuttologi.

Non saremo dei Consiglieri, ma dei “Consigliati”, consigliati non da comitati di affari vari, ma dai fiorentini. Facciamo un appello a tutte le persone oneste e competenti nei vari settori dell’amministrazione affinché ci aiutino a prendere decisioni ben studiate.

I numerosi problemi della comunità si impongono spontaneamente all’attenzione, ma per risolverli occorrono progetti seri. Esporre i problemi è il primo passo, ma poi occorre:

– Sapere COME attuare una soluzione
– con quali MEZZI
– in quale QUANTITA’, con quale PORTATA
– con quale FINALITA’, per ottenere quale risultato
– DOVE
– QUANDO (fasi e tempi)
– CON QUALI ESPERIENZE (Inutile reinventare la ruota)
– Con quali OPPORTUNITA’ e QUALI DIFFICOLTA’
– Con quali PREVISIONI di costi e di ricavi
E questo TENENDO CONTO DI TUTTI I DETTAGLI! E cioè:
– A livello direttivo
– A livello tecnico
– A livello operativo

In questa fase è facile perdersi in interminabili discussioni rimandando sine die le decisioni, favorendo così – per disperazione – soluzioni imposte dall’alto.

Per funzionare bene la democrazia ha bisogno di persone competenti che partecipano al processo decisionale con grande responsabilità, senza egoismi di parte e tenendo conto che purtroppo a volte il meglio è nemico del bene.
Non bisogna però essere pessimisti. Siamo a Firenze. Ogni volta che nel mondo sono sorti grandi problemi c’è stato un genio italiano – e in particolare toscano – che ha trovato la soluzione.

Il Nuovo Rinascimento può ricominciare da Firenze! Non sarebbe una novità!